La Fondazione Veronesi premia i “nostri” medici malgasci

di Chiara Tassi

Lo scorso 20 marzo sono state consegnate a Roma, dalla Fondazione Umberto Veronesi, due borse di studio ai “nostri” medici Jeromine Jinoro e Mahaleo Petera. Un riconoscimento importante che riempie di orgoglio anche la nostra Associazione, che sta sostenendo la formazione dei due medici malgasci in un master in Citologia presso l’Istituto di Anatomia Patologica Facoltà di Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia, diretto dal Professore Francesco Rivasi.

Un riconoscimento importante per quanto stanno facendo, e per il futuro –migliore- che stanno dando al loro paese. Questo quello che, in sintesi, sta dietro all’assegnazione ai Dott. Jeromine Jinoro e Mahaleo Petera della Borsa di Ricerca Fondazione Umberto Veronesi. E anche la cornice è stata prestigiosa: appuntamento infatti lo scorso 20 marzo nella sede del Campidoglio alla presenza, tra l’altro, di ben 4 Premi Nobel (Martin Chalfie, Luc Montagnier, Harald Kroto e Ada Yonath).

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I due medici –che, grazie all’Associazione Alfeo Corassori – La vita per te, stanno seguendo un Master in Citologia presso l’Istituto di Anatomia Patologica Facoltà di Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia- una volta terminata la specializzazione faranno ritorno in Madagascar per lavorare nell’ambito del Progetto oncologico nazionale per la lotta contro i tumori femminili, ed in particolare un programma di screening per la prevenzione del cancro del collo dell’utero che prevede l’esecuzione di un PAP-TEST ogni tre anni nella popolazione femminile di età compresa tra 25 – 64 anni per ridurre la mortalità per il tumore della cervice uterina.

Proprio questo impegno nel tentare di diagnosticare sempre più precocemente la presenza di neoplasie ha valso ai due dottori la Borsa di Studio Fondazione Uberto Veronesi.

“Dobbiamo dare il meglio di noi-ha detto la Dott.ssa Jeromine Jinoro- per imparare al massimo e portare nel nostro paese la nostra conoscenza, per mandare avanti il progetto a favore della popolazione malgascia femminile. Le donne malgasce, in generale, madri nubili con numerosi bambini, lottano tanto con un battito d’ali per potere sopravvivere, meritano una speranza di vita più lunga”.

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