I racconti di Veronica

Solo dopo aver concordato con P. Bruno le ultime cose relative alla mia partenza ed al mio possibile aiuto in Madagascar per seguire il cantiere dell’ospedale di Mahajanga, ho contattato lo Studio Tecnico Leoni e Associati srl, realizzatore del progetto. Sono studentessa all’ultimo anno della facoltà di Architettura di Torino e quindi non ho molta esperienza in cantiere, ma la mia particolare attenzione sullo studio ed approfondimento dei progetti nei paesi in via di sviluppo, avendo già progettato e seguito il cantiere di un centro didattico a Bukavu (Repubblica Democratica del Congo) e realizzato, in un villaggio del Messico, insieme ad altri studenti del Politecnico di Torino e dell’ UNAM (Università del Messico), un centro Micro-regionale, dove noi stessi eravamo "muratori" nella realizzazione vera e propria, è stato un modo per “rassicurare” lo studio Leoni.

Questa esperienza sarà per me una grande possibilità di approfondimento per i miei studi, grazie al duplice taglio dato a questo viaggio: la possibilità di approfondire lo studio delle periferia e villaggi della città di Mahajanga, tema della mia tesi di laurea magistrale e il rendermi utile nel seguire il cantiere dell’ospedale. A questo si unisce un importante crescita di vita: spirito di adattamento, capacità di sapersi rapportare con gente lontana dalla nostra mentalità e capacità di andare incontro alle loro esigenze, sono aspetti sui quali sarò portata a riflettere e a lavorare.

Non vedo l’ora che tutto cominci!

Così inizia una bella collaborazione tra me e lo studio: mi occuperò di verificare alcune misure e livelli del terreno.

corrispondenze…

15 luglio 2012

"Sarebbe necessario riuscire ad avere una valutazione con misurazione sui blocchetti in cls che producono loro, così come le pignatte da solaio, visto che dovremmo cominciare a predisporre i progetti strutturali.

Il lavoro iniziale sarebbe sicuramente quello di recintare il lotto con muro perimetrale, livellare per quanto possibile il terreno anche se poi faremo eventualmente qualche strada in pendenza.

Sarebbe bello capire le documentazioni autorizzative necessarie, la metodologia di depurazione delle acque che per ora loro fanno con una fossa settica, dove però aggiungerei una fitodepurazione finale per tutto, per recuperare l’acqua per irrigare o per gli scarichi dei bagni.

Prepariamo copie in pdf e poi te le spediamo.

Sarebbe bello verificare anche che il lotto sia effettivamente di quelle dimensioni, così posso fare una planimetria di insieme con le distanze dai confini e dai fabbricati … se eventualmente vorreste mettere giù qualche picchetto…

per la recinzione in blocchetti vedi tu se hai una idea architettonica da realizzare con quello che c’è giù e poi se mi mandi lo schizzo, lo traduciamo in progetto!

In bocca al lupo..

GEO"

Veronica


1° giorno in cantiere

Odori e colori dell’Africa sono difficili da descrivere, così come anche è difficile descrivere la strana sensazioni di dover ammettere l’impossibilità di aiutare questa gente segnata da povertà e sofferenza. Arrivata in Madagascar non siamo andati subito a Mahajanga, ma ci siamo fermati, con P. Bruno e Claudia (ostetrica volontaria presso il dispensario di Marovoay) a Moramanga. Mi vengono presentati i primi programmi: dopo Moramanga mi fermerò una settimana a Marovoay, piccola città distante da Mahajanga circa 2 ore.

Quella settimana mi è servita per ambientarmi e incominciare a capire la mentalità di questo nuovo posto. La gente è molto gentile e spesso ti guarda con aria incuriosita, ma basta un manahona (che significa buongiorno in malgascio) che quello sguardo si trasforma in un enorme sorriso.

Arrivata in cantiere con P. Bruno, abbiamo controllato l’avanzamento dei lavori.

Qui, credo di essere stata presa da una buona dose di paura a causa della grandezza del terreno: vedere 17600m2 scritto su un foglio non fa lo stesso effetto che trovarsi all’interno di questi 2 ettari circa di terreno.

Come gestire un cantiere così grande?

Come comunicare con i muratori che parlano solo malgascio?

Come farsi accettare e farsi ascoltare dai muratori?

Accetteranno mai che una ragazza gli dica cosa fare?

…queste le mie continue domande e paure!

I muratori sembrano essere abbastanza veloci. Sono una squadra di circa 30 uomini, guidati da Dody, capo cantiere; qualsiasi decisione relativa al progetto, dovrò discuterla con lui.

In cantiere stanno lavorando al muro di recinzione che, purtroppo, presenta qualche problema, così, tramite P. Bruno, cerco di spiegare gli errori a Dody.

Nei giorni successivi sono andata in cantiere da sola, occupandomi dei rilievi richiesti dall’Italia, che con qualche difficoltà, causata dai pochi attrezzi presenti in loco, sono riuscita a portare a termine.

“Arrangiarsi” è diventata la mia regola!

corrispondenze…

7 agosto 2012

Ciao Veronica,

L’unica planimetria che abbiamo è un rilievo topografico 1:1000, che lascia pertanto al caso la definizione delle misure esatte.

Se osservi bene su ciascuno dei lati sono stati posti dei numeri che sono una sorta di picchetti messi per fare il rilievo. Non so quale documentazione possa essere presente negli archivi comunali/catastali di Mahajanga, ma se ci fosse qualcosa e tu potessi reperirlo sarebbe perfetto.

Roberto mi dice che Padre Bruno ha già iniziato a fare il muretto di recinzione, pertanto qualcuno deve avergli detto con certezza dove sono situati i punti di confine, oppure per come racconta Roberto, questa definizione è stata fatta “alla malgascia”, posizionando il confine all’interno della recinzione di canne così sono certi di essere dentro il confine. Speriamo ARDENTEMENTE che non sia così!

Puoi per favore riuscire a verificare il tutto ed in particolare la lunghezza dei lati del lotto?

Aspetto tue notizie. Ciao!

Anna

eccomi!

La descrizione di Roberto purtroppo corrisponde alla realtà, quindi il confine non è così diritto come nel rilievo topografico 1:1.000. Vi allego i rilievi che mi avete richiesto. Vi lascio immaginare le condizioni con cui ho fatto queste misurazione perchè al centro del terreno c’è un ammasso di sassi ed alberi abbattuti, quindi tra scalate di pietre e lotta tra rami spinosi ho cercato di fare il rilievo ma ovviamente le misurazioni avranno un buon margine d’errore…in ogni caso vedo che corrispondono (più o meno) alle misure che già abbiamo! Buon lavoro,

a presto

Veronica”

Veronica


Così è come si presentava il cantiere durante la mia prima visita. Il muro di recinzione a sud era quasi finito e si stava iniziando lo scavo per la fondazione del muro a est. Nella foto, Dody (capo cantiere) e P. Bruno.

Tsiry, l’ingegnere

Nella seconda settimana di cantiere, P. Bruno mi ha affiancato un ragazzo che studia ingegneria. E’ al secondo anno di università presso la facoltà di Ingegneria di Antananarivo ed ha deciso di fare un po’ di pratica. È la sua prima esperienza e si trasferirà in cantiere condividendo la casa con gli altri 30 muratori.

Con lui mi confronto sui problemi che ogni giorno sorgono al cantiere ed è un grande aiuto anche perchè è un ottimo interprete con i muratori.

In architettura siamo obbligati a parlare con le immagini, disegni e schizzi, quindi fino ad ora sono stati questi ultimi i miei metodi per parlare, ma con Tsiry, sarà tutto più facile!

Il suo compito sarà anche quello di tenere aggiornato il diario di cantiere.

Veronica


Il pozzo

corrispondenze…

10 agosto 2012

Salve!

Abbiamo stabilito il punto esatto dove collocheremo il pozzo. Come?…con la “prova del cocco”!

Oggi è venuto in cantiere un signore indiano insieme a P.Vladimir (padre salesiano che ci aiuterà per la realizzazione del pozzo) e dopo aver scambiato qualche parola in malgascio con P. Bruno, ha chiesto che gli venisse portato qualche cocco. Tra quei cocchi ne ha scelto uno (credo in base alla quantità di acqua che “sentiva” all’interno) e ci siamo spostati dove pensavamo fosse il posto idoneo per la collocazione del pozzo. Arrivati sul posto, si è chiuso in un silenzio/meditazione, si è levato le scarpe, si è messo una mano dietro la schiena e nell’altra teneva il cocco. In silenzio ha iniziato a camminare lungo una direzione, fino a quando non gli si è rotolato il cocco sulla mano. Ha ripetuto questa operazione più volte ma con direzioni diverse cercando di incrociare sempre quel punto dove già si era rotolato il cocco, così da avere la conferma che quello fosse il punto giusto. È in quel punto che l’uomo indiano ha detto che c’era più acqua ed è in questo punto che scaveremo con la trivella.

La collocazione è sulla parte ovest del lotto. Vi allego il file con le indicazioni!

Un saluto,

Veronica”

Veronica


Scavatrice e recinzione nord

14 agosto 2012

Abbiamo finito di verificare i livelli. Il lavoro è stato lungo e molto lento ma necessario per capire se era necessario fare spostamenti di terra e come farli. La parte nord del lotto è quella destinata ad ospitare l’edificio dell’ospedale e del poliambulatorio. Questi due sono pensati ad uno stesso livello ed occupano quasi metà lotto. Il dislivello totale del terreno destinato a tali edifici è di quasi 2 metri. Così, verificate tutte le misure, iniziamo a rimuovere la terra aiutandoci con la scavatrice. Lala è lo chauffeur della scavatrice. Inizialmente non riesco a gestire il lavoro per il terrazzamento di una parte così grande di terreno (quasi 100 metri per 50), ma poi confrontandomi con Lala e Dody, decidiamo di mettere una corda che indichi il livello +0.00. Da qui, scaveremo 1,20m. Dody e Tsiry seguiranno Lala in questo lavoro. Non so se è la tecnica giusta per questo lavoro, ma sembra funzionare e Lala sembra riuscire a seguire il filo di riferimento.

Con un gruppo di muratori iniziamo a definire l’andamento del muro di recinzione a nord. Gli abitanti vicini al lotto, dopo lunghi incontri con P. Bruno, hanno deciso di far passare una strada in questa parte di terreno, così noi cederemo 1 metro, mentre le proprietà limitrofe cederanno 70 cm. Definite queste misure, iniziamo a scavare la fondazione del muro. Essendo il punto più critico della recinzione in quanto rappresenta il limite di strada-ospedale, con un dislivello totale di 1,20 metri e con notevoli sforzi dati dalla strada, è stato fondamentale studiare una buona fondazione e fare in modo che i muratori rispettassero il progetto di quest’ultima. In cantiere cerco sempre di parlare e spiegare a Dody e Haja il “perché” di ogni cosa, così da renderli partecipi nelle decisioni e sentire anche il loro parere. Questo per me è un ottimo confronto con gente che ha più esperienza di me in cantiere e risulta anche essere un modo per istaurare un rapporto di amicizia; voglio che in me vedano un’amica e non un loro “capo”. Spero capiscano questo mio sforzo!

Tsiry è tornato a Tanà, così ritorno al dialogo tramite gesti e disegni.

In queste fasi l’aiuto dello studio Leoni è essenziale sia per evitare di fare errori, sia per una mia crescita formativa!

ciao!

Ho un problema con la fondazione della recinzione: nella parte nord la recinzione è soggetta a grandi sforzi dovuti dalla strada adiacente e dal dislivello di 1,20 metri totali tra i due piani di campagna. Vi allego lo schizzo della fondazione che ho pensato…secondo voi può andare bene? Mi correggete? (considerate che i ferri dell’armatura del pilastro si legano all’armatura da 55 cm infondo la fondazione, fino alla piccola gettata che raccorderà il muro in alto).

Nello schizzo, con un pallino rosso, indico il punto dove pensavo ad una canaletta per proteggere la fondazione dall’acqua, che nel periodo delle piogge è abbondante. Mi suggerite qualcosa?

Grazie, a presto

Veronica”

Ciao Veronica!

La fondazione che hai pensato funziona bene. Ti consiglio solo di inserire due ferri a metà della fondazione in maniera trasversale così da renderla più resistente. Ti allego lo schizzo con le mie correzioni.

GEO”

In alto_ Primo giorno con la scavatrice. Con Lala e Tsiry cerchiamo di impostare il lavoro.

In basso_ Lavorazione per il muro di recinzione a nord del lotto. Solitamente vado in cantiere al mattino e sto con loro fino all’ora di pranzo. Ormai si respira un’ aria tranquilla in cantiere: loro si sentono al loro agio a scherzare con me ed io con loro!

Fondazioni recinzione nord e scavo

5 settembre 2012

foto sinistra_ I muratori sono bravi e se c’è qualcosa di nuovo da fare si impegnano per farla bene, ma a volte la stanchezza li fa distrarre e gli fa fare qualche errore. Qualche volta è successo e sistemare a volte significa “rompere e rifare”. La colpa è anche mia che non riesco a prevedere quelli che possono essere i loro errori essendoci, nel progetto, particolari tecnologici che per loro sono novità. Per la fondazione a nord stavolta siano stati previdenti e con Haja abbiamo trovato il modo di non sbagliare!

foto destra_ Intenta a cercare di spiegare a Lala, chauffeur della scavatrice, il lavoro da fare.

Veronica


Gettate per la fondazione fatte con cemento trasportato o con i sacchi o con un bastone che tiene su un

secchio; impalcature prima rovesciate, poi diritte e poi rialzata dai blocchetti di cemento; riscaldamento del ferro per la lavorazione con una ventola manuale…

…qui si lavora così!

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